Cari Soci ed amici,

come tristemente saprete, ENAC ha recentemente pubblicato la bozza del nuovo regolamento per le avio-idro-elisuperfici, che contiene moltissime novità, non certo positive a nostro avviso, che riguardano il futuro di queste infrastrutture, ma soprattutto quello di chi con grande fatica le gestisce pagando di tasca propria anche un sacco di soldi di IMU (si, assurdo ma è così).

Le Aviosuperfici, nate e “esplose” in tutto il territorio nazionale come risposta alla scarsa fruibilità da parte dell’AG, sia della rete aeroportuale principale, che dei cosiddetti Aeroporti Minori soffocati da assurdi farraginosi e inutili adempimenti medioevali, sono frutto della imprenditoria locale e dell’Associazionismo di liberi cittadini che ritengono essenziale alimentare il fenomeno dell’Avioturismo a vantaggio del territorio e della cittadinanza, senza inutili costi e castelli burocratici che nel nome della security sulla carta, negano i principi di libera circolazione di merci e cittadini all’interno della Comunità Europea.

Ecco che a costo zero per le comunità sono nate le nostre amate strutture sparse in tutto il territorio nazionale, dove senza barriere e stupide segregazioni si frequentano gli appassionati di tutte le diverse discipline di volo, dove trovano hangaraggio insieme migliaia di velivoli VDS e AG, operatori, scuole VDS, scuole AG, officine di manutenzione, aziende di importanti produttori di Aeromobili, punti di ristoro e club house, stazioni di rifornimento ed anche operatori al servizio dell’intera comunità quali Protezione Civile, Esercito, Carabinieri, Polizia di StatoAeronautica Militare e chi più ne ha più ne metta.

Ed ecco che perpetrando la tradizione che ha di fatto polverizzato l’Aviazione Generale nazionale, anziché riconoscere l’utilità delle A/S ed agevolare chi ha messo a disposizione del territorio strutture vitali per la valorizzazione del patrimonio turistico, e strategiche in caso di calamità naturale ( come è stato ampiamente dimostrato anche durante la pandemia), si cerca di annientarle con un castello di regole veramente folli.

Ce n’è per tutti i gusti, l’estensore non si è risparmiato come vuole il pensiero traino di EASA e dell’EUROPA “Making GA Safer and Cheaper”: Corso di qualificazione per il Gestore con frequenza almeno biennale (!) farcito con conoscenze delle prestazioni degli aeromobili (tutti?) – notare che per gestire uno “Spazioporto” non servono corsi – vedi recente regolamento pubblicato da ENAC; immancabile ed ennesimo nulla osta della Prefettura ; costose perizie asseverate con scadenza biennale per dichiarare i dati delle strutture e le condizioni invariate delle stesse; siti web e casella PEC per rendere pubblici i dati delle A/S (anziché un database ufficiale con carte in AIP); safety area sulle piste che non sono presenti attualmente nemmeno in molti aeroporti minori gestiti da ENAC; segnalazione di ostacoli fino ad oggi richiesti solo per TPP ed attività aeroscolastica; autorizzazioni non ben specificate agli utenti, sistemi di protezione atti a mantenere le A/S sgombre da persone e animali; registri in barba al GDPR e al diritto alla libera mobilità dei cittadini sancito dal Parlamento Europeo e da Schengen (mi sfugge qualcosa… ma noi in auto dobbiamo forse avvertire la Questura o la GdF che stiamo andando in quattro da Milano a Portorose a fare un weekend??? o in barca che andiamo da Olbia all’Elba???); confusioni su A/S e elisuperfici occasionali per addestramento, scuola, antincendio e TPP, oltre a refusi vari.

Insomma, tutto il peggio concentrato in una proposta che dice di prendere le mosse (introduzione punto 4) da criticità emerse a seguito di attività di indagini negli anni su incidenti occorsi in aviosuperfici, gli stessi incidenti che noi come AOPA Italia abbiamo dimostrato carte alla mano, nel corso di un incontro con il Presidente ANSV, non essere collegabili per nessuna ragione a criticità specifiche delle A/S e in ogni caso eventi non dissimili come dinamiche, da quelli avvenuti sugli Aeroporti Minori…!!!

Ah dimenticavamo… buona parte della necessità delle nuove regole è dovuta anche al “Comandanteggio Remoto” dei Droni (introduzione punto 3… !!!!) e alla necessità di dire loro con precisione dove sono e come sono esattamente le A/S.

Non  facciamo sapere a chi scrive, che AOPA Italia – Divisione APR – collabora con DFlight, la piattaforma online di ENAV con partner Leonardo e Telespazio, che ha ben chiara, anche grazie alla nostra collaborazione di piloti e ingegneri istruttori UAS la mappatura delle A/S, e che quindi ci sentiamo un pochino perculati per queste ingiustificabili giustificazioni…

Non facciamo neppur sapere che esiste una azienda italiana privata certificata AIS che è nostra partner (AIS Avioportolano dell’amico Guido Medici, che opera in accordo al regolamento UE 73/2010) e che ha una mappatura aggiornata mensilmente di tutte le 211 A/S e dei 209 campi volo, con migliaia di foto aeree e satellitari delle A/S, e che ha più volte cercato di collaborare con ENAC senza riuscirci, con una delega a loro sarebbe molto più semplice organizzare una sezione ufficiale completa delle A/S su AIP no?

Dal canto nostro non appena pubblicata la bozza abbiamo contattato i nostri Soci gestori di A/S, circa una ventina, ed abbiamo organizzato una riunione settimana scorsa per valutare insieme come rispondere punto su punto ai contenuti in consultazione, trovandoci d’accordo sulla necessità di dare una risposta unitaria di commento alla bozza che esprima con fermezza posizioni chiare da parte del mondo delle avio-eli-idrosuperfici e dei Piloti fruitori delle infrastrutture, per modificare un regolamento che, a nostro avviso, presenta numerose e rischiosissime criticità che potrebbero mettere in discussione la sopravvivenza delle strip che sono un patrimonio inestimabile a costo zero per il paese e che invece dovrebbero essere considerate dal Governo come  strutture strategiche ed indispensabili, come abbiamo indicato più volte nel corso dei nostri interventi alle commissioni trasporti di Camera e Senato.

Il materiale elaborato confluirà in un corposo documento che manderemo ad ENAC che speriamo venga sottoscritto e condiviso anche da tutti i colleghi gestori non soci, e coloro che hanno interesse a salvare le nostre strutture.

Ci mancava anche questa ciliegina per completare lo sfascio programmato dell’aviazione privata e turistica, dopo la tassa sugli aeromobili e sui voli aerotaxi, le incursioni della GdF, i sequestri e le denunce per trasporto aerotaxi abusivo, eccoci qui, come dice l’ex ministro Tremonti, con una nuova schermata di questo videogame dove il mostro da combattere è ogni volta sempre più grande.

Se già non lo aveste fatto, suggeriamo di scaricare e prendere visione del documento ENAC sull’apposita pagina del sito istituzionale contenente la proposta di regolamento, per meglio comprendere cosa succederebbe se il regolamento passasse così come proposto.

Difendiamo le nostre strutture che grazie alla libera iniziativa privata hanno permesso in questi anni lo sviluppo di una nuova aviazione, di attività turistiche di valorizzazione e sicurezza del territorio, offrendo a costo zero una valida alternativa agli aeroporti minori soffocati da regole ed adempimenti che di fatto ne hanno penalizzato uno sviluppo produttivo e integrato col territorio. Diciamo no alla aeroportizzazione delle Aviosuperfici.

Il Presidente il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Revisori

AOPA Italia 1961-2022: da oltre sessant’anni al fianco di chi vola

Copia dei documenti scaricabili dal sito ENAC:













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