Cari Amici dell’Artoni

Vi scrivo qui per darvi l’annuncio che papà ci ha lasciato.

Vi avviso a funerali avvenuti, in quanto papà desiderava una funzione intima e con la sua famiglia.

Papà ha vissuto una vita piena, una vita che tanti si sognerebbero di fare, sempre guidato dalla passione di tutto ciò che vola in cielo, una passione nata fin da piccolo sulle montagne svizzere.

Una passione che l’ha aiutato ad affrontare i momenti più difficili della sua vita, come la malattia e la scomparsa della mia mamma, e che l’ha sempre guidato verso nuovi luoghi e nuove persone, come tutti voi, conosciuti in tanti momenti diversi della sua vita.

Sappiate che ognuno di voi ha reso la sua vita ricca e felice, gli avete dato tanto, ognuno di voi faceva parte di una memoria e un racconto di cui spesso mi parlava.

Papà è stato indubbiamente un punto di riferimento, una guida, un supporto per tanti, così come lo è stato per me.

E io voglio ringraziarvi per avere reso la sua esistenza così piena di gioia da permettergli di riposare, infine, in pace.

Quando leggerete questo messaggio, guardate il cielo e pensate che lui sia li, a guardare i suoi amati aeroplani da una nuova prospettiva.

Grazie, Federica Artoni

Si dice che chi ama il volo non guardi mai l’orizzonte come un limite, ma come un invito. Andrea Artoni, che del cielo aveva fatto la sua professione, la sua passione e il suo rifugio, ha oltrepassato quell’ultimo orizzonte, lasciando un vuoto incolmabile in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incrociare la sua rotta.

Nato sotto lo sguardo delle montagne svizzere, Andrea aveva respirato l’aria sottile delle vette fin da bambino. È lì, tra quelle cime che sfidano le nuvole, che è nata quella scintilla per tutto ciò che vola, una passione che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, diventando la sua forza più grande anche nei momenti di tempesta.

Una vita per l’aviazione

La carriera di Andrea è stata una parabola perfetta. Dalla responsabilità operativa come Ufficiale dell’Aeronautica Militare e controllore del traffico aereo a Linate e Milano — dove la precisione e il sangue freddo sono vita — al passaggio alla narrazione giornalistica. Per vent’anni, attraverso le pagine di Volare, la nostra rivista di riferimento diretta da Francesco Giaculli, Andrea, il gigantone in tutti i sensi, ha spiegato il cielo agli italiani. Senza limitarsi a descrivere macchine e motori; ma raccontandone l’anima, le storie umane, le sfide tecnologiche e i misteri ancora irrisolti.

È stato un uomo di verità, capace di affrontare con rigore scientifico e onestà intellettuale anche i capitoli più bui dell’aviazione italiana, come la tragedia di Ustica, mettendo sempre la sua competenza al servizio della chiarezza.

Oltre la professione: l’uomo e il padre

Ma ridurre Andrea Artoni ai suoi successi professionali sarebbe fargli un torto. Come ricordato con amore dalla figlia Federica, Andrea è stato soprattutto un uomo che ha saputo trasformare il dolore — come la perdita dell’amata moglie — in una spinta verso gli altri. La sua rete di “Amici dell’Artoni” non era un semplice elenco di contatti, ma una famiglia allargata di persone che lo stimavano come guida, supporto e punto di riferimento.

Negli ultimi anni, la sua visione si era rivolta al futuro con la collaborazione in Manta Aircraft, esplorando le nuove frontiere dei velivoli elettrici. Perché Andrea non smetteva mai di guardare avanti, convinto che ci fosse sempre un nuovo modo di abitare il cielo.

L’ultimo decollo

Andrea Artoni ha scelto di andarsene con la stessa discrezione e dignità con cui ha vissuto, circondato dall’amore intimo della sua famiglia. Ci lascia in eredità non solo i suoi articoli e i suoi libri, ma una lezione preziosa: che le passioni sono ali che ci permettono di superare anche le prove più dure.

Grazie per avercelo sempre insegnato, e per averci onorato con la stima che abbiamo sempre ricevuto da te.

Oggi, ogni volta che un aeroplano traccerà una scia bianca nel blu, chi lo ha conosciuto saprà dove guardare. Andrea è lì, tra i suoi amati velivoli, finalmente in pace, a osservare il mondo da quella prospettiva privilegiata che ha sempre sognato.

Cieli blu, Andrea ci mancherà la tua voce tonante, e sapiente.

Rinaldo Gaspari,

Il Consiglio Direttivo di AOPA Italia, e tutti i soci stretti in un abbraccio alla figlia Federica e alla famiglia.

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