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31/10/2012 - Aopa Italia – Missione al Sun'n Fun 2013

La missione Sun ’n’ Fun inizierà il 7 aprile all’aeroporto di Milano Malpensa oppure, per chi lo desidera, in quello di Fiumicino. Raccomandiamo: passaporto valido con bollo nuovo, crema solare. Fattore 30 o più, le altre sono inutili, siamo vicini al parallelo 27°, quello, per intenderci, che passa anche per la Libia. Il clima è ventilato, ma l’irraggiamento è feroce e ogni anno qualcuno rientra color aragosta bollita. Unità di memoria e batterie per macchine fotografiche come se piovesse, perché vorrete farvi immortalare su centinaia di aeroplani, caccia, bombardieri, biplani, eccetera eccetera.
Consigliamo bagagli leggeri, costume, scarpe da corsa o comunque super comode, magliette anche a perdere (di pulito, attorno agli aerei, c’è poco), soltanto un maglione per la tappa intermedia e una felpa per difendervi dall’aria condizionata – una lama d’acciaio nello stomaco – tipica di ristoranti, locali e musei americani. Valigie nei limiti consentiti ma grandi, perché al rientro avrete acquistato ogni sorta di accessorio e gadget per voi e il vostro aeroplano, di quelli “mai più senza”. Ma l’eccesso di bagaglio è come le frequenze dell’ILS: incrementa di 50 alla volta e non sono Kilohertz. Le cose inutili: scarpe con tacchi, ombrelli, vestiti pregiati. Davvero, le donne italiane sono eleganti e si notano subito, specialmente tra le americane dai baricentri cargo.
In generale si tratta di un viaggio per il quale sono comunque necessari un minimo di spirito di adattamento, flessibilità e indipendenza. Chi avesse bisogno di particolare assistenza (tipo non so una parola di inglese o avesse problemi di mobilità), lo dica immediatamente alla prenotazione, e nel limite del possibile saremo in grado di aiutarvi.
Il viaggio sarà lunghetto: una tappa fino ad Atlanta oppure New York, un paio d’ore di code e attesa tra pratiche di Immigration e attesa del volo, quindi un altro paio d’ore per arrivare al mitico Orlando International Airport. Questo è praticamente un centro commerciale, che però vi invitiamo a ignorare all’arrivo. Avrete tempo e occasioni per sperperare capitali, arroventando la carta d credito tutta la settimana. Qui ritireremo le automobili e – navigatore a bordo che parla italiano, consigliato anche se optional – troveremo le villette e gli alloggi.
Queste villette sono in legno, pochi mattoni e tanto cartongesso, ma hanno piscina, aria condizionata, asciugamani e lenzuola, lavatrici e asciugatrici, microonde, fornelli elettrici, tv. Ma sono di privati o di agenzie, quindi tutte differenti e con dotazioni più o meno ricche. Hanno l’allarme a combinazione, come la serratura del vano chiavi, e sono collegate con lo sceriffo. Costui, come tutti gli sceriffi americani, e soprattutto se vi fermano mentre siete in automobile, nel dubbio spara. Quindi MANI SUL VOLANTE E FERMI. Se invece arrivano a casa perché non siete riusciti a fermare l’allarme, attirate la loro attenzione e mostrate il vostro voucher.
La settimana del Sun’n Fun è all’insegna della massima libertà. Una volta deciso che tipo di vita intendete fare negli Usa, se tipicamente da aeroporto – naso all’insù una settimana - oppure con intermezzi di shopping, visite e quant’altro, troverete tutte le località e i luoghi di interesse distribuiti lungo la I-4, l’autostrada che attraversa la Florida da Tampa (Ovest) a Daytona (Est). Ci sono guide ben fatte, anche in italiano, in commercio sul web o in loco; ogni città ha un “visitors center”, perché al contrario dell’Italia, laggiù tendono a valorizzare anche troppo ogni attrazione.
La costa Ovest offre località romantiche affacciate sul Golfo del Messico, come St Petersburg, Naples, Tampa, Paradise Island, Sarasota e altre; quella Est attrazioni come Cocoa Beach, Daytona, Kennedy Space Center e altre ancora. A proposito, controllate che in quei giorni non sparino un missile in orbita, nel qual caso, conviene non perdere lo spettacolo dalla spiaggia più famosa che si affaccia sull’Atlantico dopo quella di Kitty Hawk.
Il Sun’n Fun si svolge sull’aeroporto Linder Regional (KLAL), che è grande circa come Malpensa e organizzato in aree: troverete una guida con la piantina, potrete girare all’interno con le 4 (!) linee di navette e, se all’arrivo vi registrerete al padiglione dei visitatori internazionali, potrete fruire dell’assistenza di volontari che parlano tutte le lingue. Per le mogli/compagne/fidanzate… che seguiranno alla manifestazione i piloti, esiste il padiglione delle signore da dove partono visite a tema NON aeronautico.
Le attività aeronautiche iniziano alle 7:30 con i voli in pallone, proseguono in mattinata con demo-flight, e si interrompono alle 13:30 per l’inizio dell’Airshow, che termina alle 17:30-18:00. Tranne due giorni, nei quali comincia alle 14-15 e termina in notturna alle 22:30 (spettacolare, se non ci siete mai stati).
All’interno dell’aeroporto si mangia e beve ovunque, dalla pizza al cosciotto di tacchino portatile, fino al cubano o al cinese. Lasciate ogni speranza se siete a dieta: NESSUNO E’ MAI TORNATO DIMAGRITO, tra hamburger e bistecche American-size, patatine (per i non TEA, si chiamano “frenc-frais”, sennò ve ne danno una lessata nella stagnola con burro fuso e formaggio, la “baked-poteitos”). Dentro l’aeroporto ci sono varie aree: dai vintage al Florida Air Museum, ci sono aree dedicate agli elicotteri “Chopper town” e agli ultraleggeri “Paradise City”. ATTENZIONE: per ultraleggeri gli americani intendono quelli sotto norma Far 103, monoposto tubi e tela, stile delta a motore oppure Quicksilver. Gli altri, sono Experimental oppure LSA e si trovano in aree a loro dedicate, come aree dedicate ci sono per idrovolanti, restauri, storici, ex residuati bellici, eccetera.
Chi desidera volare può farlo dentro il SNF, presso le molte scuole presenti attorno, oppure seguendo con almeno due mesi di tempo la procedura di riconoscimento della propria licenza, (sito FAA e Enac) che prevede anche un Chek-ride presso un FBO. (Nella zona ce ne sono una quindicina, ma vi consigliamo i centri di Kissimmee e Winter-Haven, dei quali trovate tutto sul web). Passato il check-ride, potrete noleggiare aeroplani e arrivare a KLAL anche in volo, seguendo le procedure pubblicate sul sito, e trovarvi in circuito con Mustang, F 18 e B 25. Oltre la fonia, negli Usa vale il sistema internazionale “FBL” (Fai Ballare L’occhio). Abbiamo contatti con scuole per conseguire in pochi giorni abilitazioni che in Italia sono difficoltose, come la Multi Engine Seaplanes (plurimotori anfibi) e passaggi macchina su Pitts o Texan fatti da persone che ci vivono sopra. Insomma, è un’occasione per togliervi dalla testa la definizione di aerei “da naso” e tornare dicendo: “ce l’ho fatta anch’io”.
Compresi gli hangar pieni di accessori, il centro dei pezzi di ricambio e ogni angolo del SNF, riteniamo che tre/quattro giorni interi passati a KLAL siano sufficienti per divorz… pardon, per dire di averlo visitato tutto, comprendendo anche i giorni dello Splash-In (gare idro) e dello spettacolo notturno (Night-Show). Esistono biglietti giornalieri e settimanali, di gruppo, e sconti per soci Aopa-Usa e EAA.
La gestione del SNF è affidata a 50 dipendenti della fondazione SNF e a 3.000 volontari gentili e disponibili. A costoro chiedere è sempre lecito, vedrete che porteranno sulla maglietta una spilla con la scritta “How can I help you? – come posso aiutarti?”
Tutto intorno al Linder Regional ci sono campi con coltivazioni di fragole (ottime), ma sconsigliate per le emergenze perché le piantine sono sorrette da paletti in alluminio (abbiamo dato). Se capita, sceglietevi uno dei prati lungo le strade, se anche atterrate sulla statale negli Usa sono abituati. Altro ALERT o WARNING riguarda possibili uragani (speriamo di no, ma nel 2011 c’è stato pure quello.. nei nostri viaggi non mancano animazione e suspance). Se la tv, la radio o in aeroporto dicono “Hurricane Alert”, non sfidate la sorte, non sarà un temporale feroce, molto peggio, si rischia la vita!
(youtube + Sun’n Fun + tornado 2011).
Fauna: scoiattoli, procioni, aironi e.. alligatori! Non è frequente in zone urbanizzate, ma se vi capita, chiamate il 911, restate in macchina se ci siete e non avvicinatevi MAI a meno di 15 metri, distanza alla quale, sullo scatto olimpico, vincono loro.
Capitolo shopping: i “Mall” sono i centri commerciali per eccellenza, vi suggeriamo i Prime outlets (sui navigatori), più adatti agli europei che cercano le griffe classiche come Levi’s, Abercrombie & Fitch, Polo Ralph Laurent, Timberland, eccetera. Attenzione, negli USA i prezzi indicati sono sempre tasse escluse. Le tasse, che poi vengono chieste alla cassa, ammontano al massimo al 6-8%
Parchi tematici: Seaworld è quello marino per eccellenza, corredato da luna park acquatici come Wet’n Wild o Aquatica; Disney è un “pianeta” costituito da una decina di parchi e per farli tutti non basta una settimana. Va scelto quello più adatto all’età dei ragazzi che portate, oppure a voi stessi. Piacciono molto anche gli Universal Studios, il parco naturalistico di Orange City (www.savethemanatee.com) del St John River State Park, il centro di allevamento e cura degli alligatori (Gatorland) e il più imponente centro di floricultura di Orchidee. Trovate ogni informazione su internet, vi consigliamo di farvi quindi un programma personale di massima prima di partire, che potrete sempre variare a vostro piacimento.
A Orlando, le attrazioni sono tutte lungo la International Drive, compreso Skyventure (simulatore di caduta libera alla Baumgartner) e altre divertenti “vacations”. A Polk City (tra Orlando e Lakeland, lungo la I-4), notevole il Fantasy of Flight Flying Museum del magnate Kermit Week, dove i soci del F-Cap certamente non vorranno più uscire e toccherà schiodarli per fame.
Il Nasa Kennedy Space Center di Cape Canaveral implica una visita giornaliera, dalle 9-10 del mattino fino verso le 15. Alla fine del tour guidato, dopo ogni tipo di simulazione e mostra, il negozio della Nasa vi sequestrerà per altre due ore almeno. Quindi la giornata Nasa si presta al massimo per una capatina in spiaggia al tramonto e una cenetta “anni Cinquanta” in uno dei tanti bistrò di Daytona, mentre vi chiederete come avete fatto a considerare “assolutamente necessario” il pigiama a foggia di tuta extra-
veicolare e la collezione di tazze “Failure is not an option” che vostra moglie starà già pensando di lanciare in orbita.
Da vedere: www.sun-n-fun.org – troverete il “Program schedule” e tutte le informazioni che servono. Su Google, alla ricerca di “Visit Central Florida” otterrete info aggiornate. Una chicca per chi visiterà San Petersburg: il museo Salvador Dalì ospita la collezione Morse dedicata all’artista europeo con opere sconosciute ai più.
Il rientro avverrà il 15 aprile dall’aeroporto di Orlando, dopo una sosta rapida a NY o a ATL (ormai sarete esperti).
PS. Attenzione alla sindrome da rientro: attenzione alla “Back to Enac aviator Flu” (colpisce soprattutto i piloti): per qualche giorno evitate di frequentare gli aeroporti italiani, i campi volo e le aviosuperfici. Lo shock da paragone e visione depressa è pericoloso. Infilatevi il pigiama della Nasa e guardatevi le foto del viaggio.
Domande?
Tre “anziani” del Sun’n Fun, con alle spalle 15 missioni risponderanno a ogni quesito, contattateli qui:
Sergio: Ilbarlo@yahoo.it
Angelo: deireppe@libero.it
Antonella: floppy_n@libero.it

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